mercoledì 23 gennaio 2019
"IL TATUATORE" di Alison Belsham
p.p: 382
editore: Newton Compton
prezzo: 12,00
TRAMA:
Brighton. L'ispettore Francis Sullivan, giovane e ambizioso, è stato appena promosso, e questo è il suo primo caso importante. Marni Mullins, una tatuatrice di Brighton, ha trovato un corpo orribilmente scuoiato. Dalle prime indagini sul cadavere risulta chiaro che non si tratta di un omicidio isolato ma dell'opera di un serial killer. Il modus operandi e la firma sono agghiaccianti: mentre la vittima era ancora in vita, l'assassino ha rimosso intere porzioni di pelle, presumibilmente tatuate. Questa pista porta Sullivan a credere che una come Marni, che conosce il mondo dei tatuaggi come le sue tasche, sia l'unica persona in grado di aiutarlo. Ma lei ha tante ragioni per non fidarsi della polizia. E quando riuscirà a identificare il prossimo bersaglio del killer, lo dirà a Sullivan o si metterà da sola alla ricerca del "Ladro di Tatuaggi?"
COMMENTO PERSONALE:
Marni Mullins, una tatuatrice di Brighton, trova un corpo in un cassonetto. E suo malgrado si vede coinvolta nelle indagini. Il cadavere, infatti, risulta scuoiato, proprio in corrispondenza di un tatuaggio alquanto pregevole.
Il caso è affidato a Francis Sullivan, un ispettore fuori dal normale, infatti non fuma, non beve, non è acciaccato; ma è giovane , ligio al dovere e religioso.
Il ritmo è incalzante, i capitoli si susseguono rapidamente infatti mi è sembrato di vedere un film, il che mi sembra positivo.
Voto: 4 su 5
lunedì 17 dicembre 2018
"LE BRACI" di Sandor Marai
p.p 181
ed: Adelphi
prezzo: 10,00
TRAMA:
Dopo quarantun anni, due uomini,che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi del Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.
"A quanto pare si sopporta tutto quando la vita
ha un senso e uno scopo."
COMMENTO PERSONALE:
Le braci di Sandor Marai racconta la storia di due uomini, talmente opposti, talmente diversi tra loro. C'è il generale, uomo ricco e fedele alle regole che gli sono state imposte a casa e nell'esercito e poi c'è Konrad figlio di un barone decaduto e povero, amante dell'arte e della musica.
La loro amicizia sembra forte ma all'inizio del libro li ritroviamo uno nell'attesa dell'altro, dopo quarant'anni di lontananza e di silenzi.
Sarà Henrik (il generale) a ricostruire gli avvenimenti, con un lungo monologo spiegherà cos'ha provocato il loro distacco e perché dopo tanti anni si ritrovano, cercherà di fare chiarezza anche sulla figura di una donna oramai scomparsa a cui entrambi erano legati.
Lo scenario sarà un castello nei Carpazi, da dove il generale, oramai a riposo non si è mai allontanato.
Una riflessione sul titolo azzeccatissimo, un fuoco brucia poche ore, poi si spegne.
Le fiamme si trasformano in braci e lentamente si raffreddano e diventano cenere, che il vento disperde.
Le braci conservano il calore delle fiamme, la loro forza, senza più essere fuoco.
Voto: 4,5 su 5
mercoledì 14 novembre 2018
"L'AMORE CHE MI RESTA" di Michela Marzano
p.p. 248
ed: Einaudi
prezzo: 8,99
TRAMA:
La sera in cui Giada si ammazza, Daria precipita in una sofferenza che nutre con devozione religiosa, perché è tutto ciò che le resta della figlia.
Una sofferenza che la letteratura non deve aver paura di affrontare. Per questo siamo disposti a seguire Daria nel suo buio, dove neanche il marito e nell'altro figlio riescono ad aiutarla; davanti allo scandalo di una simile perdita, ricominciare a vivere sembra un sacrilegio. Daria si barrica dietro i ricordi: quando non riusciva ad avere bambini e ne voleva uno a ogni costo, quando finalmente ha adottato Giada e il mondo "si è aggiustato", quando credeva di essere una mamma perfetta e che l'amore curasse ogni ferita. Con il calore avvolgente di una melodia, Michela Marzano dà voce a una madre e al suo struggente de profundis. Scavando nella verità delle relazioni umane, parla di tutti noi. Del nostro desiderio di essere accolti e capiti, della paura di essere abbandonati, del nostro ostinato bisogno di amore, perché "senza amore si è morti, prima ancora di morire".
"Ho bisogno di silenzio, e i ricordi gridano.
Ho bisogno dei ricordi,
Ho bisogno dei ricordi,
e il silenzio si stende su ogni cosa."
In nessuna lingua esiste un termine per definire i genitori che hanno perso un figlio, non in francese, non in inglese, non in tedesco, non in russo. Non c'è nemmeno in cinese... C'è chi sostiene che il linguaggio sia nato proprio per esprimere il dolore. Finché non si trovano le parole per dirlo, finché non lo si nomina, il dolore devasta. Ci vuole una parola, anche una sola, per riuscire a dare una forma a ciò che si prova...Se mancano le parole per nominare qualcosa, vuol dire che quel qualcosa non è a fuoco, forse non esiste nemmeno. Oppure non dovrebbe esistere. Come la morte di un figlio.
Giada si è suicidata. A raccontare tutta la vicenda a ritroso nel tempo è sua madre, Daria, che non riesce a riprendersi da quel lutto.
In punta di piedi, Michela Marzano entra nel nostro cuore, nel commovente dialogo che la mamma intesse con la figlia che non c'è più, un libro intenso e scritto con amore per la vita.
"Di fronte alla morte di una persona cara
non si tratta solo di fare i conti
con la realtà, riconoscendo ciò che si è perso,
ma anche di accettare la fine della promessa
di tutto ciò che si sarebbe
potuto o voluto vivere con chi non c'è più."
Voto: 5 su 5
mercoledì 3 ottobre 2018
"LA TRECCIA" di Laetitia Colombani
p.p.: 284
ed: Nord
prezzo: 16,90
TRAMA:
A un primo sguardo, niente unisce Smita, Giulia e Sarah.
Smita vive in un villaggio indiano, incatenata alla sua condizione d'intoccabile.
Giulia abita a Palermo e lavora con il padre, proprietario di uno storico laboratorio in cui si realizzano parrucche con i capelli veri.
Sarah è un avvocato di Montréal che ha sacrificato affetti e sogni sull'altare della carriera.
Eppure queste tre donne condividono lo stesso coraggio. Per Smita, coraggio significa lasciare tutto e fuggire con la figlia, alla ricerca di un futuro migliore. Per Giulia, coraggio significa rendersi conto che l'azienda di famiglia è sull'orlo del fallimento e tentare l'impossibile per salvarla. Per Sarah, coraggio significa guardare negli occhi il medico e non crollare quando sente la parola "cancro". Tutte e tre dovranno spezzare le catene delle tradizioni e dei pregiudizi; percorrere nuove strade là dove sembra non ce ne sia nessuna; capire per cosa valga davvero la pena lottare. Smita, Giulia e Sarah non s'incontreranno mai, però i loro destini, come ciocche di capelli, s'intrecciano e ognuna trarrà forza dall'altra. Un legame tanto sottile quanto tenace, un filo di orgoglio, fiducia e speranza che cambierà per sempre la loro esistenza.
" Tre donne, tre storie lontane
ma legate da un filo invisibile "
ma legate da un filo invisibile "
Ho letto questo libro tutto d'un fiato, lo stile di scrittura è scorrevolissima e la curiosità mi ha fatto correre per scoprire come vanno a finire le storie di queste tre donne.
La scrittura senza fronzoli, ma estremamente intensa ci accompagna in questo viaggio, donne diverse fra loro ma accumunate dagli stessi valori: forza, dignità e coraggio.
Un romanzo che emoziona soprattutto quando viene svelato il legame che unisce le protagoniste...
Una lettura consigliata se volete immergervi in tre storie toccanti, con un bel messaggio di speranza. (presto diventerà un film).
Voto: 5 su 5
lunedì 30 luglio 2018
"GLI ANNIENTATORI" di Gianluca Morozzi
p.p. 196
ed: TEA
prezzo: 13,00
TRAMA:
"Quand'è iniziato il percorso che mi ha portato a quest'inumana dannazione?"
A chiederselo è Giulio Maspero, giovane autore bolognese con due radicatissime passioni: la scrittura e le ragazze. Due strade certe per la rovina. Infatti, tra qualche romanzo più o meno di successo e qualche flirt non proprio innocente, nel mezzo di una calda estate si ritrova senza fidanzata - soprattutto senza la sua casa in cui vive comodamente - e privo della pace necessaria per completare il romanzo che possa liberarlo, una volta per tutte, dalle insidie di un conto pericolosamente in rosso. Ma poi, in una delle sue serate solitarie in giro per Bologna, si imbatte in un fumettista cialtrone e grottesco in partenza per l'Uruguay, che gli offre di trasferirsi a casa sua per prendersi cura delle piante durante la sua assenza. Una casa piccola, in periferia, senza l'aria condizionata e con vicini invadenti... ma pur sempre una casa gratis. Così Giulio, risollevato da quest'improvvisa fortuna, si trasferisce. Ma perché i vicini, tutti parenti tra loro, coso così gentili e accoglienti? E perché in quella mansarda non ci sono piante? Meglio non chiederselo, forse, visto quant'è affascinante e disinibita la nuova dirimpettaia...
Sempre in equilibrio tra reale e surreale, con la consueta abilità Gianluca Morozzi accompagna i suoi lettori lungo una storia avvincente in cui, a poco a poco, dalle piccole crepe che si aprono in una situazione comune, filtra l'oscurità inquientante che si nasconde dietro la "normalità".
"Le case sono delle spugne. Assorbono.
E chi ci vive dentro,
quel che hanno assorbito lo respira."
COMMENTO PERSONALE:
Ogni volta Morozzi mi stupisce e questa volta più delle altre, incredibile dove la sua mente possa arrivare...
Non so' nemmeno inquadrare questo romanzo: un thriller? un noir? un horror?... probabilmente tutte e tre le cose insieme.
Giulio Maspero è un trentenne spiantato, opportunista ed incapace di impegnarsi sul serio viene cacciato di casa dalla fidanzata, allo sbando in cerca di un posto dove stare per completare il suo romanzo, in un bar conosce Mauro Britos fumettista in partenza per l'Uruguay, sistemarsi nella sua mansarda con l'onere di dar da bere alle piante, potrebbe essere per Giulio la soluzione ai suoi problemi. Ma quando si trasferisce due cose saltano subito all'occhio in casa, non ci sono piante e i vicini, tutti imparentati tra loro sono decisamente invadenti.
Perplesso Giulio continua a scrivere, o almeno ci prova, e passa le sue serate a comporre un misterioso puzzle...
Il romanzo che scorre veloce (letto in un giorno) intanto nella nostra mente Morozzi insinua il tarlo, non ha fretta di annientarci lo farà solo nelle ultime pagine, perché lui sì che è paziente, sa calcolare perfettamente il momento per infliggerci il colpo fatale....
Credetemi sarà un trauma...
Voto: 5 su 5
lunedì 16 luglio 2018
"HA SMESSO DI PIOVERE" di Andrés Barba
p.p. 186
ed: Einaudi
prezzo: 18,00
TRAMA:
Un "romanzo fatto di racconti", quattro variazioni sullo stesso tema: una persona, all'improvviso, riesce finalmente a comprendere la vita di un altro. Paternità, infedeltà, l'incapacità, di dare voce ai sentimenti, le traiettorie del desiderio, la forza detonante dell'amore: sono i temi di questi quattro racconti perfetti del più importante scrittore spagnolo dell'ultima generazione, Andrés Barba. Quattro storie di genitori e figli, quattro storie crudeli e fragili in cui la vita "misteriosa, ingovernabile, stupefacente".
COMMENTO PERSONALE:
Terzo appuntamento con il BookLoverClub ..
Quattro racconti sul rapporto genitori e figli, attraverso personaggi variegati e tematiche dure.
Il primo intitolato "Paternità" ci fa conoscere un musicista con una vita squilibrata che riscopre nel figlio le ombre della sua infanzia, in "Astuzia" una donna che si trova a fare i conti con la morte della madre il cui rapporto era conflittuale, "Fedeltà" l'estate di una giovane ragazza alla scoperta dell'amore scopre invece il tradimento del padre, ed infine "Astuzia" una figlia al confronto con una madre egocentrica accetterà la sua natura.
Andres Barba con la sua scrittura ci porta a comprendere la vita dei personaggi nel dettaglio ad entrare nelle loro quotidianità, con sullo sfondo una Madrid, meravigliosa, vissuta nelle quattro stagioni dell'anno.
Voto: 3 su 5
giovedì 21 giugno 2018
"UNA STORIA NERA" di Antonella Lattanzi
p.p. 252
ed: Mondadori
prezzo: 18,00
TRAMA:
Roma, 7 agosto 2012. Il giorno dopo la festa di compleanno della figlia minore, Vito Semeraro scompare nel nulla. Vito si è separato da qualche tempo dalla moglie Carla. Ma la piccola Mara il giorno del suo terzo compleanno si sveglia chiedendo del papà. Carla, per farla felice, lo invita a cena. In realtà, anche lei in fondo ha voglia di rivedere Vito. Sono stati insieme per tutta la vita, da quando lei era una bambina, sono stati l'uno per l'altra il grande amore, l'unico, lo saranno per sempre. Vito però era anche un marito geloso, violento, capace di picchiarla per un sorriso al tabaccaio, per un vestito troppo corto. "Può mai davvero finire un amore così? anche così tremendo, anche così triste." A due anni dal divorzio, la famiglia per una sera è di nuovo unita: Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa. I regali, la torta, lo spumante: la festa va sorprendentemente liscia. Ma, nelle ore successive, di Vito si perdono le tracce. Carla e i ragazzi lo cercano disperatamente; e non sono gli unici, perchè Vito da anni ha un'altra donna e un'altra quasi figlia, una famiglia clandestina che da sempre relega in secondo piano. ma ha anche dei colleghi che lo stimano e, soprattutto, una sorella e un padre potenti, giù a Massafra, in Puglia, i cui amici si mobilitano per scoprire la verità a modo loro. Sarà però la polizia a trovarla, una verità. E alla giustizia verrà affidato il compito di accertarla. ma in questi casi può davvero esistere una sola, chiara, univoca verità?
"Ma la grande, la tremenda verità è questa:
soffrire non serve a niente."
Cesare Pavese
Il mestiere di vivere
COMMENTO PERSONALE:
Il secondo appuntamento con il BookLoverClub è stato con questo romanzo tutto italiano. Una storia di violenza, proprio nera, letta giusto nei giorni della festa della donna, direi attualissima purtroppo, Antonella Lattanzi è riuscita a trascinarmi all'interno di scenari familiari con una narrazione cinematografica.
(infatti si parla forse di fiction a puntate).
Dalla discussione di gruppo è emerso che l'autrice ha volutamente creato personaggi con la doppia faccia: sia vittime che carnefici.
Un amore malato quello di un uomo, padrone persino dei pensieri di sua moglie, quella stessa donna che dopo anni di umiliazioni e botte, ha deciso di lasciarlo.
Si riuniscono con i tre figli per il compleanno della più piccola e dopo la festa, del padre si perdono le tracce; fino al ritrovamento del cadavere si ripercorrono i passi di tutti i protagonisti, questo amore che tutti provano per Vito quel padre che mai ha toccato i figli ma che ha sfogato tutta la sua rabbia sulla moglie, che ora lo piange...
Fino a dove può arrivare l'amore?
Voto: 3,5 su 5
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